A 24 ore dall'inizio della raccolta, sono giunte già 200 adesioni all'appello per l’attuazione dei referendum contro la precarietà e per la democrazia sindacale Ai primi firmatari dell'appello per il referendum contro la precarietà e per la democrazia sindacale, in meno di 24 ore, senza alcuna pubblicità e propaganda a sostegno, con la sola pubblicazione sul sito del Comitato, si è raggiunta la cifra di circa 200 adesioni. Sono donne e uomini, lavoratori e disoccupati, precari e liberi professionisti, operai ed impiegati, studenti e pensionati, cittadini comuni e rappresentanti politici e sindacali. E' una rappresentanza di tutto quel popolo che è stanco di essere precario, di diventarlo, di veder crescere i propri figli con la speranza di vederli un giorno, bene che vada, dei cittadini di serie B, se non disoccupati storici e sfruttati da norme e meccanismi economici ormai non più sopportabili. Questi sono stati i primi firmatari: Fabrizio Tomaselli (Coordinatore Nazionale SdL Intercategoriale), Giorgio Cremaschi (Rete 28 Aprile), Stefano Zuccherini (Sen. Prc - Vice Presid. XI Comm. Lavoro Senato), Dino Tibaldi (Sen. e Responsabile Lavoro Pdci), Giulietto Chiesa (Parlamentare europeo), Augusto Rocchi (Dep. Prc – Capogruppo XI Comm. Lavoro Camera), Claudio Grassi (Sen. Prc), Salvatore Cannavò (Dep. Prc ed esponente di Sinistra Critica), Paolo Sabatini (Vice Coordinatore Nazionale SdL Intercategoriale), Stefano D'Errico (Coordinatore Nazionale Cib Unicobas), Ugo Boghetta (Resp. Dip. Trasporti Prc), Marco Ferri (Pubblicitario), Antonio Conte (Vice Presid. Megachip), Franco Turigliatto (Sen. ed esponente di Sinistra Critica), Alberto Burgio (Dep. Prc), Luigi Malabarba (Sinistra Critica), Antonio Ruggieri (giornalista - Direttore megachip.info), Vittorio Mantelli (Resp. Dip. Inchiesta Prc), Alessandro Favilli (Resp. Coord. Grandi Gruppi Industr. Prc). Siamo convinti che i cittadini che sottoscriveranno questo appello aumenteranno di giorno in giorno, si organizzeranno e costringeranno “il Palazzo” a prendere atto che la precarietà va abrogata in Parlamento od attraverso il Referendum.
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