Abrogazione art.19 dello Statuto dei Lavoratori L’anno 2007, il giorno 16 del mese di ottobre, alle ore nella Cancelleria della Corte di Cassazione in Roma, Palazzo di Giustizia, avanti a me funzionario di cancelleria della Corte Medesima si sono presentati i signori: - SINISCALCHI VINCENZO
- PIER LUIGI PANICI
- CARLO GUGLIELMI
- FARANDA RICCARDO
- STURABOTTI ROBERTO
- SUCCI MARCO
- DI SIMONE ANTONIO
- CASAGRANDE ELENA
- LUTRARIO SEVERO
- BELLOTTI ROBERTO
- TUZI ANDREA
- GALIETI FABIO
- BARBATO ANTONIO
I predetti signori, previo deposito della certificazione comprovante la loro iscrizione nelle liste elettorali, chiedono di voler promuovere ai sensi dell’art. 75 della Costituzione e dell’art. 27 in relazione all’art. 7 della legge 25/5/1970 n. 352, la raccolta di almeno 500.000 firme di elettori prescritte per la richiesta di referendum popolare sul seguente quesito: "Volete voi, al fine di realizzare un'effettiva democrazia sindacale nei posti di lavoro, che sia abrogato l'art. 19, comma I, della Legge del 20 maggio 1970, n. 300 denominata "norme sulla tutela della libertà e dignità del lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nel luoghi di lavoro e norme sul collocamento", limitatamente alle parole: "nell'ambito delle associazioni sindacali che siano firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nella unità produttiva"? Dichiarano di eleggere domicilio presso lo studio degli avv.ti Pier Luigi Panici e Carlo Guglielmi in Via Germanico 172, Roma.
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